your heart is pure,
and your mind is dear.



r i v i e r a

31.10.14

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Luigi Ghirri


riviera t.
ieri

29.10.14

Ettore


Ettore Sottsass in India, 1988

Una volta, molti anni fa, ho fatto una piccola ceramica e l'ho data in mano alla mia ragazza, lei si è messa a piangere e mi ha baciato: 
in questo modo ho inciso sul mondo circostante.

Che cosa è l'instabilità per te? Nelle tue opere si trovano spesso cubi in bilico, forme poggiate di spigolo… come la controlli, come ci stai di fronte?
Prima ti dicevo che diventando vecchio questa idea della instabilità è sempre più violenta. L'instabilità è l'accettazione della non verità, la non esistenza di una verità, l'abitudine, ad esempio, alla quale mi sto abituando da anni, a non giudicare o a giudicare molto da lontano, ma soprattutto l'idea che tutto si distrugge, che tutto si costruisce ma si sa già che si distrugge. Tu vivi ma sai già che puoi anche morire, non so bene, c'è sempre questo duplice pensiero che porta a immaginare che tutto è instabile; non c'è niente di definitivo, neanche l'acciaio inossidabile, niente niente niente niente, la vita è instabilità, e io tengo conto di questo nel disegnare. Quando parlo di modestia, di calma, di pazienza, dietro c'è sempre l'idea che non sei uno capace di toccare la verità, mai.
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28.10.14

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riviera t.

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27.10.14

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Simon Porte Jacquemus

René Burri



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26.10.14

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24.10.14

Ricerca della comodità in una poltrona scomoda

Chi deve fare un arredamento si preoccupa, generalmente, di fare dei mobili nuovi, di inventare una nuova forma di tavolo, di sedia, di attaccapanni, di poltrona. Esaminiamo, per esempio, il caso "poltrona" che è il più evidente. Quante poltrone diverse avete visto nella vostra vita? Vi sarà capitato di sedere su poltrone bassissime (poltrone nelle quali le signore per bene non siedono mai), o col sedile così lungo che toccavate lo schienale con la nuca. Poltrone piene di spigoli al vero novecento, poltrone fisiologiche dove chi si muove è perduto, poltrone di tubi cromati, di legno, di denti d'elefante. 
Ma dite la verità: come è riposante una comune sedia a sdraio da cento lire. Eppure il buon borghese non la vuole in casa sua perchè è volgare, a meno che non sia di metallo argentato e rivestita di pelle di serpente boa. Voi capite che si può andare avanti per mille anni (e forse anche di più) a inventare mobili sempre diversi, seguendo tutte le mode di tutti i paesi, i materiali che le industrie buttano ogni momento sul mercato, le tendenze, eccetera, tutto ciò per soddisfare il gusto del buon borghese che non vuole avere in casa sua una poltrona uguale a quella che ha il suo collega d'ufficio. Ognuno vuole un mobile diverso e la vera funzione di una poltrona, per esempio, la comodità, va a pubbliche meretrici.

Ora io dico: vi pare saggio questo modo di lavorare? Credete che sia un lavoro degno dell'uomo e che porti a un reale risultato? Perchè invece di farsi scoppiare la testa ogni volta che si deve disegnare una poltrona (l'osservazione vale per qualsiasi mobile) per creare un pezzo unico raro originale mai visto, non cerchiamo di perfezionare quel mobile riconosciuto ormai da tutte le epoche come il più semplice e il più comodo sedile da riposo che si chiama comunemente sdraio? Perchè non orientiamo le nostre ricerche in questo senso?

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oggi è il compleanno di Bruno Munari

23.10.14

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21.10.14

18.10.14

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14.10.14

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Alexa

11.10.14

Sophie Calle



Sophie Calle. MAdRE
a cura di Beatrice Merz
11 ottobre 2014 – 15 febbraio 2015

Le leggi dell'ospitalità


11 ottobre / 15 novembre 2014

Con Le leggi dell'ospitalità a cura di Antonio Grulli la Galleria P420, dopo un percorso incentrato soprattutto su nomi maggiormente storicizzati, si apre alle ultime generazioni di artisti italiani. Una collettiva di artisti giovani e mid career legati, per nascita o formazione, alla città di Bologna e al territorio circostante. Riccardo Baruzzi, Costanza Candeloro, Giulia Cenci, Cristian Chironi, Eva Marisaldi, Italo Zuffi, sei nomi che attraversano per età le ultime generazioni italiane, dai nati negli anni sessanta (Marisaldi e Zuffi) e settanta (Baruzzi e Chironi) fino agli artisti che da poco si sono confrontati con il mondo delle accademie (Candeloro e Cenci). Per questo nuovo percorso di ricerca, la galleria ha desiderato partire dalla città in cui opera quotidianamente e che, nonostante le dimensioni, negli ultimi decenni è stata uno dei luoghi intellettualmente e artisticamente più vivaci del paese. Molti degli artisti, dei critici e dei curatori italiani che si sono fatti strada negli ultimi anni si sono formati e hanno mosso i primi passi proprio a Bologna. Il titolo Le leggi dell'ospitalità è tratto dalla trilogia scritta da Pierre Klossowski. Un titolo in grado di racchiudere ed evocare le opere in mostra, che spazieranno da un'indagine degli ambienti e dei dettagli della vita di tutti i giorni, fino ad abbracciare le dinamiche interpersonali e il modo in cui siamo in grado di comunicare con l'altro da noi, modificandolo ed essendone modificati, inevitabilmente, ogni volta. I sei artisti lavorano con i linguaggi più diversi: dalla pittura alla performance, dal video all'installazione, dal disegno alla scrittura e riescono ad essere uno spaccato della stessa Bologna e delle sue molte sfaccettature. Il loro legame con la città non deve però essere inteso in senso anagrafico. Alcuni di loro vi sono nati e vi risiedono; altri hanno scelto di venire a formarsi qui e poi vi si sono fermati; alcuni ancora vi sono transitati per un periodo significativo della loro vita. Ciò che li accomuna è il fatto che il loro lavoro e le loro opere sono state radicalmente influenzate dall'ambiente culturale e artistico bolognese. Una territorio ancora in grado di manifestarsi con una forte poetica, che li porta a condividere spesso tematiche, suggestioni, riferimenti, e anche determinati tagli stilistici o temperature sentimentali, rendendo questo gruppo di artisti estremamente compatto nonostante i lavori a livello superficiale si manifestino talvolta in maniere completamente differenti ed autonome.


10.10.14

Vernissage

Ilenia Corti e Matteo Mena


THE WORLD SEEN THROUGH A KALEIDOSCOPE   
 The new Vernissage collection is a tribute to childhood 



Nature seen through a Kaleidoscope 


8.10.14

rubino smeraldo





riviera t.

Oscar Mondadori / documenti 
1981

1.10.14

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30.9.14

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29.9.14

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27.9.14

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26.9.14

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 deserto di Atacama, definito la zona più arida al mondo

25.9.14

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24.9.14

22.9.14

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celestina (o celestite)

18.9.14

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riviera t.

17.9.14

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16.9.14

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Brigitte Bardot

15.9.14

14.9.14

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Marine

13.9.14

12.9.14

Simply Panda


Fiat Panda easy 
bianca!
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riviera t.

Jacqueline Kennedy e suo figlio John che passeggiano chiacchierando per Manhattan
era il 1989

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11.9.14