your heart is pure,
and your mind is dear.



r i v i e r a

27.3.15

Djordje Ozbolt

The Last Sighting of the Two Headed Swan, 2007



22.3.15

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riviera t.

20.3.15

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19.3.15

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18.3.15

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Masao Yamamoto

13.3.15

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12.3.15

Wooden Doll

No. 4
 

 

Alexander Girard, 1953

11.3.15

HOME OF THE FUTURE

Werner Aisslinger


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10.3.15

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9.3.15

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6.3.15

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più veloci della luce

Vietnam, febbraio 2015
(una foto bellissima di Giuseppe)


27.2.15

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26.2.15

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24.2.15

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un delfino

ieri, verso sera
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22.2.15

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riviera t.

21.2.15

20.2.15

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riviera t.

" da grande farò il fotoreporter in giro per il mondo, anche di animali
 e il falegname"

(Mario, 6 anni)

19.2.15

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Alexa

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18.2.15

neuroni specchio


Giacomo Rizzolatti


Li chiamano "neuroni specchio", e rappresentano una scoperta ricca di conseguenze psicologiche, filosofiche e sociali. Sono neuroni funzionanti da motori della partecipazione, nel guardare i movimenti e le reazioni emotive di un altro individuo, dei medesimi centri cerebrali che si attiverebbero se noi stessi ne fossimo i protagonisti. 

La reazione a una domanda posta da una persona in maniera gentile e sorridente è completamente diversa da quella ottenuta da chi fa la stessa domanda in modo brusco. Il sorriso passa all'altro, come il riso. Certi comici fanno ridere solo per la qualità della loro risata. Pensi inoltre allo sbadiglio. Si attacca non solo a chi lo guarda, ma anche a chi ascolta una storia in cui viene evocato. Se leggo a mio nipote la frase: il cane sbadigliò, anche il bambino sbadiglia. 

17.2.15

16.2.15

15.2.15

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riviera t.

un cestino a Misano Adriatico dopo San Valentino
(questa mattina alle 10)
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14.2.15

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riviera t.

un chewing-gum e una scritta sull'asfalto
la mattina di San Valentino

Luce


JOHNNIE SHAND KYDD

13.2.15

Alone in San Francisco

THELONIOUS MONK


Chi lo ha conosciuto parla di quello sguardo apparentemente perso nel vuoto, di quel sottile senso di disagio che si provava a stargli vicino, perché lui, il grande Thelonious, sembrava in sintonia solo con le armonie di un universo remoto, accessibile solo e soltanto a lui. Un mondo che non era accessibile nemmeno all'amatissima e inseparabile moglie Nellie, che lo gratificava dopo ogni concerto con un bel cono di gelato, per il quale andava pazzo. Mad Monk, il monaco pazzo, era il suo soprannome nel giro dei musicisti. Era bizzarro e geniale, come la sua musica: aveva una morbosa passione per i cappelli, a volte girava con una foglia di insalata nell'occhiello della giacca, adorava dormire e non amava parlare. Nel corso di un interminabile trasferimento in macchina attraverso l'Australia pare che l'unica frase che pronunciò fu: «Dove sono quei fottuti canguri?». 
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12.2.15

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11.2.15

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Cartoleria e Tipografia
Milano

7.2.15

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riviera t.

tanta pioggia e forte vento

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