your heart is pure,
and your mind is dear.



r i v i e r a

22.11.14

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riviera t.

21.11.14

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"È una Norma!, ad indicarne la suprema bontà

14.11.14

Velasco Vitali


 









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14


riviera t.

13.11.14

Dino Gavina

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Tripolina

"IL PRIMO PEZZO IN ASSOLUTO È QUESTA TRIPOLINA. È MEGLIO CHE LA PORTI QUA PERCHÉ È ABBASTANZA SINGOLARE QUESTA FACCENDA. È UNA COSA CHE HO FATTO CON INCOSCIENZA, PERCHÉ ALLORA NON AVEVO NESSUNA COGNIZIONE DI QUELLO CHE POTEVA ESSERE IL DESIGN, NÉ NIENTE. PERÒ ALLA FINE IL RISULTATO È CHE, FORSE, È LA COSA PIÙ BELLA CHE HO FATTO. È DIFFICILE BATTERLA, CON QUESTA SEMPLICITÀ. È FATTA DI NIENTE. È UNA COSA ANCESTRALE. 
CHE COS'È? ANCHE NEL RICORDO, ABBIAMO PENSATO NOI, DOPO, A POSTERIORI (PERCHÉ LE COSE, POI, LE PENSI DOPO) CHE COS'È QUESTA? È UNA PELLE DI ANIMALE APPOGGIATA SU QUATTRO BASTONI, IN EFFETTI. PERCIÒ È LA PRIMA POLTRONA DELL'UOMO, DEL RE PROBABILMENTE. È L'UOMO FABER. E A UN CERTO MOMENTO VEDETE CHE È PROPRIO LA FORMA DI UN ANIMALE A CUI TOLGONO LE ZAMPE. QUESTO PERÒ CI È VENUTO DOPO. NON È CHE L'ABBIAMO PENSATO ALLORA NEL FARLA. PERCHÉ SONO TUTTE BALLE QUANDO RACCONTANO CHE UNO HA PENSATO QUESTO E QUEST'ALTRO. CI MARCIANO UN PO' TUTTI SU QUESTA FACCENDA. UNO LA PUÒ METTERE VICINO A UN TRUMEAU, LA PUÒ METTERE VICINO A UN MOBILE ANTICO. È STRAORDINARIA, FUNZIONA SEMPRE. NON FUNZIONA SOLTANTO IN TERRAZZA. OCCORRONO ANCHE DUE O TRE GENERAZIONI PER IMPARARE A METTERE UN PEZZO SEMPLICE IN UN LUOGO AUSTERO. ECCO. "



Cavalletto

"QUESTO È UN PO' UN FIORE ALL'OCCHIELLO PER ME. IL CAVALLETTO È UN OGGETTO CHE POI DOPO - L'AVETE VISTO - È STATO RIPETUTO TANTE VOLTE. QUESTA COSA È DEL 1955. NOI DOBBIAMO PENSARE A UN QUALCOSA... COME SIA IMPORTANTE ANCHE AVERE DEI RIFERIMENTI CON... (MI DISPIACE DIRE LA PAROLA), MA CON LA CULTURA. È TALMENTE USATA QUESTA PAROLA CHE IO CERCO SEMPRE DI NON USARLA. PRENDO UN CAVALLETTO DALLO SPAZIO DI UN FALEGNAME E LO PORTO IN UNA CASA. PORTANDOLO IN UNA CASA, SOLO PER IL FATTO CHE È STATO PORTATO IN CASA, QUESTO NON È PIÙ UN CAVALLETTO: DIVENTA UN TAVOLO, O UNO SCRITTOIO PER RAGAZZO, O LO SCRITTOIO IN CASA CHÉ NON C'È BISOGNO DI UNA GRANDE SCRIVANIA IMPONENTE. OPPURE PUÒ DIVENTARE IN UNA CASA, IN UNA SECONDA CASA O AL MARE O IN MONTAGNA, DOVE UNO NON HA SPAZIO, APPOGGIATO AL MURO E LO USI SOLTANTO IN CASO DI BISOGNO."


Labbra

Le invitanti labbra sprigionano turgore di sensualità, preludono a un invito, un bacio od un sorriso,
sarà quel che si vorrà.
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12.11.14

Hoffmann




riviera t.

Il "Le vetrine e la casa dei nostri giocattoli sono state progettate da Carlo Scarpa all'inizio degli anni Sessanta 
per accogliere i mobili e gli oggetti di design prodotti da Dino Gavina."


Hoffmann
Giochi e giocattoli
Via Altabella, 23 - Bologna

10.11.14

9.11.14

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8.11.14

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riviera t.


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7.11.14

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1.11.14

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riviera t.

31.10.14

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Luigi Ghirri


riviera t.
ieri

29.10.14

Ettore


Ettore Sottsass in India, 1988

Una volta, molti anni fa, ho fatto una piccola ceramica e l'ho data in mano alla mia ragazza, lei si è messa a piangere e mi ha baciato: 
in questo modo ho inciso sul mondo circostante.

Che cosa è l'instabilità per te? Nelle tue opere si trovano spesso cubi in bilico, forme poggiate di spigolo… come la controlli, come ci stai di fronte?
Prima ti dicevo che diventando vecchio questa idea della instabilità è sempre più violenta. L'instabilità è l'accettazione della non verità, la non esistenza di una verità, l'abitudine, ad esempio, alla quale mi sto abituando da anni, a non giudicare o a giudicare molto da lontano, ma soprattutto l'idea che tutto si distrugge, che tutto si costruisce ma si sa già che si distrugge. Tu vivi ma sai già che puoi anche morire, non so bene, c'è sempre questo duplice pensiero che porta a immaginare che tutto è instabile; non c'è niente di definitivo, neanche l'acciaio inossidabile, niente niente niente niente, la vita è instabilità, e io tengo conto di questo nel disegnare. Quando parlo di modestia, di calma, di pazienza, dietro c'è sempre l'idea che non sei uno capace di toccare la verità, mai.
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28.10.14

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riviera t.

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27.10.14

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Simon Porte Jacquemus

René Burri



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26.10.14

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24.10.14

Ricerca della comodità in una poltrona scomoda

Chi deve fare un arredamento si preoccupa, generalmente, di fare dei mobili nuovi, di inventare una nuova forma di tavolo, di sedia, di attaccapanni, di poltrona. Esaminiamo, per esempio, il caso "poltrona" che è il più evidente. Quante poltrone diverse avete visto nella vostra vita? Vi sarà capitato di sedere su poltrone bassissime (poltrone nelle quali le signore per bene non siedono mai), o col sedile così lungo che toccavate lo schienale con la nuca. Poltrone piene di spigoli al vero novecento, poltrone fisiologiche dove chi si muove è perduto, poltrone di tubi cromati, di legno, di denti d'elefante. 
Ma dite la verità: come è riposante una comune sedia a sdraio da cento lire. Eppure il buon borghese non la vuole in casa sua perchè è volgare, a meno che non sia di metallo argentato e rivestita di pelle di serpente boa. Voi capite che si può andare avanti per mille anni (e forse anche di più) a inventare mobili sempre diversi, seguendo tutte le mode di tutti i paesi, i materiali che le industrie buttano ogni momento sul mercato, le tendenze, eccetera, tutto ciò per soddisfare il gusto del buon borghese che non vuole avere in casa sua una poltrona uguale a quella che ha il suo collega d'ufficio. Ognuno vuole un mobile diverso e la vera funzione di una poltrona, per esempio, la comodità, va a pubbliche meretrici.

Ora io dico: vi pare saggio questo modo di lavorare? Credete che sia un lavoro degno dell'uomo e che porti a un reale risultato? Perchè invece di farsi scoppiare la testa ogni volta che si deve disegnare una poltrona (l'osservazione vale per qualsiasi mobile) per creare un pezzo unico raro originale mai visto, non cerchiamo di perfezionare quel mobile riconosciuto ormai da tutte le epoche come il più semplice e il più comodo sedile da riposo che si chiama comunemente sdraio? Perchè non orientiamo le nostre ricerche in questo senso?

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oggi è il compleanno di Bruno Munari

23.10.14

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21.10.14